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IL POTERE DEL MARKETING: CON COSA ALIMENTIAMO I NOSTRI ANIMALI DOMESTICI?

Aggiornamento: 24 mag

Attorno all’amore per gli animali si è sviluppata un’industria che oggi, nel mondo, ogni anno fattura l’equivalente di 90 miliardi di euro. E’ indubbio che può annoverarsi tra i pochi settori che non risente della crisi dei consumi. Il paradosso è che in contrapposizione, in Italia ogni anno, si buttano nella pattumiera l’equivalente di 8 miliardi e mezzo di euro di cibo fresco.


Allora quali sono le regole di questa gigantesca industria ed il potere del marketing?


Ecco alcuni dati: il 33% degli italiani possiede un animale domestico. Di questi 14 milioni sono cani e gatti. Negli ultimi 10 anni la spesa degli italiani per loro è aumentata del 70%. La voce che ha inciso in questa impennata è il passaggio al #ciboindustriale. Dietro c’è un’ idea predominante: TRASFORMARE IN ORO GLI #SCARTIDIMACELLAZIONE.


L’anno scorso gli italiani hanno speso 1miliardo e 800 milioni di euro per acquistare le #crocchette e le #scatolette. La #legge sull’#etichettatura consente ai produttori di scrivere “CON POLLO E SALMONE” purché contengano almeno il 4% di quella carne enfatizzata sulla confezione (che guarda il caso è la percentuale più diffusa).

Che tipo di altra carne contengano questo tipo di alimenti per animali le aziende produttrici non sono obbligati a specificarlo e neppure la qualità: se #fresca, #essiccata o #congelata.

In molti casi sono #frattaglie o #sottoprodotti della macellazione scartati, altri non idonei per l’uomo. Ma di cosa si tratta? Interiora, teste, zampe, tendini, piume, pelli, corna e farina di carne.


AVETE MAI VISTO IN UN'ETICHETTA DI CROCCHETTE O UMIDO LA TRACCIABILITAì DELLA CARNE UTILIZZATA PER LA LORO PREPARAZIONE?

Annie Leszkowicz, docente di Ingegneria Chimica Universita’ di Tolosa, risolve l’enigma di questa lacuna specificando che i controlli ”non potendo accedere al circuito dell’alimentazione umana può essere dirottata verso quella animale… che si basa solo su “raccomandazioni”.


MA PERCHè PER NOI CI DEVONO ESSERE DEI LIMITI, E PER GATTI E CANI NO?

Non sorprende dunque che tra le tante crocchette analizzate, la professoressa Leszkowicz abbia trovato livelli più o meno preoccupanti di #micotossine tanto nei prodotti economici come in quelli più costosi di #Nestlé, #Purina, #Royal Canin ed #Eukanuba.

Anzi, il valore più elevato di una micotossina è stato trovato nella #Hill’s Oral Care per gatti che forse previene il tartaro… ma lo espone a rischi ben più gravi.

Infatti, anche a dosi basse, le micotossine se mangiate quotidianamente possono aumentare la probabilità di sviluppare un #tumore.


Eppure Hill’s, come le altre aziende, spinge a suon di dépliant la teoria che gli animali non devono variare la dieta. L’imprinting inizia già a partire dall’acquisto di un cucciolo di razza in un allevamento – imprinting del cliente.


Il #bha – un conservante sintetico – contenuto in questi alimenti per animali , l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro l’ha catalogato nel gruppo delle sostanze che potrebbero essere #cancerogene per l’uomo.


MA PERCHè INSERIRLI NEGLI ALIMENTI DEI NOSTRI ANIMALI?

Questi #antiossidanti servono all’industria per evitare che gli #olii contenuti nei cibi conservati #irrancidiscano, ecco perché la commissione europea li ha autorizzati.


PRIMA QUESTIONE: #ADDITIVI Molte scatolette o croccantini sono addizionati con vitamina A, vitamina D, ferro, iodio, rame, manganese, zinco, selenio. Ecco come mai ci sono tutti questi additivi? Evidentemente non ce n’è abbastanza negli ingredienti che hanno utilizzato per produrlo e quindi devono aggiungerli per creare un mangime bilanciato.


SECONDA QUESTIONE: #MAIS Il gatto che mangia pannocchie non esiste. Ma neanche il cane poi manifesta un grandissimo entusiasmo! Questi cereali arricchiti di #proteinevegetali e animali potrebbero essere forse un buon alimento per le #galline.

E quindi anche quando uno dice: “Ah, il mio gatto se gli dò la #carnecruda non la riconosce”. Questo ci dovrebbe far pensare: un #predatore che non riconosce più quello che mangia di solito, che dovrebbe mangiare di solito, e questo è aberrante.


TERZA QUESTIONE: #TAURINA Il gatto senza carne muore. Senza carne o senza pesce, senza organi, muore perché non trova la taurina nella sua dieta. In realtà il cane da questo punto di vista assomiglia abbastanza all’uomo.

Ma perché io devo dare ad un gatto della carne stracotta dove la taurina si perde perché sensibile alle #altetemperature? Allora ti aggiungo la taurina di #sintesi. Ma non è la stessa cosa.


DIETRO A TUTTO QUESTO COSA C'è? Campagne di #marketing, consigli dei #veterinari, suggerimenti dei #nutrizionisti.

“Vista la genericità delle etichette, i pochi vincoli della normativa, che si può anche violare perché dopo 6 anni stanno ancora discutendo sulle sanzioni, abbiamo chiesto ad almeno uno di questi produttori, di vedere le materie prime, vale a dire che cosa c’è dietro a tutte queste mille diciture. Le risposte sono state abbastanza variegate. Allora. C’è chi ha scritto “dobbiamo proteggere il segreto delle ricette” – a noi sarebbe bastato vedere il prima delle crocchette – un altro ha risposto “proprio adesso sto rifacendo le cisterne”; un terzo “mi è bruciato lo stabilimento”; il quarto “produco in Thailandia”. Allora. Noi saremmo stati disposti ad andare ovunque, ma non c’è stato niente da fare. Nemmeno per il presidente dell’associazione di categoria, che pure lui è un produttore. Per quel che riguarda i conservanti invece va detto che pure noi li mangiamo e hanno un loro perché; la differenza è che loro a cui vogliamo tanto bene li mangiano tutti i giorni finché campano e se dentro ci sono anche quelli non chimici non è dato sapere. Va detto però che quando riesci a trasformare lo scarto di macellazione, in un paté raffinatissimo a 5 stelle, che tanta gente compra, perché guai a dargli avanzi, al punto da diventare, nella generale crisi dei consumi, una delle poche voci in crescita … chapeau!Fate bene a tener segrete le vostre ricette”.


In #natura gli animali sono #erbivori, #frugivori o #carnivori dotati di apparato digerente, dentale, enzimatico coerenti con l’istintiva scelta alimentare, che non è in nessun caso onnivora né tanto meno fatta di croccantini preparati con sottoprodotti di origine animale e vegetale, oli, grassi, e additivi chimici, che, una volta ingeriti dai nostri animali domestici, non possono essere assimilati e generano sostanze tossiche che ammalano; precisamente #cani e #gatti non dispongono degli #enzimi digestivi adatti a metabolizzare #vegetali, soprattutto i #cereali cotti che diventano #dannosi; infatti i #cuccioli alimentati a #croccantini manifestano #dissenteria e #problemicutanei che cessano cambiando loro la dieta con alimenti naturali, fornendo, per esempio, ai cani ossa crude e polpose.


Al contrario se un erbivoro si nutrisse allo stesso modo dei carnivori originerebbe gravi patologie quali la Bovine Spongiform Encephalopathy.


Quando adottiamo un animale abbiamo il #dovere di rendergli la #vitagradevole anche assicurandogli il cibo quanto più possibile come la natura ha previsto per loro e non con cibi industriali che li intossicano e li rendono più irritabili e cagionevoli di salute.


Fonte: Report.rai.it



IT

  • The Dogs' Wild Sister


  • 13 mar


  • Tempo di lettura: 4 min

PET-FOOD: 3 cose CRUCIALI da tenere a mente!

Aggiornamento: 12 minuti fa


Sei quello che mangi, si dice spesso.


Questo detto non è valido solo per gli umani ma anche per i nostri fedeli amici a quattro zampe. Come proprietari di cani, la scelta del cibo giusto per il nostro animale domestico è fondamentale per mantenerlo in salute e garantirgli una vita felice e attiva e sapere quali sono le 3 cose CRUCIALI da tenere a mente quando si sceglie un prodotto pet-food potrebbe rivelarsi molto utile.



1 IL PRIMO INGREDIENTE DEVE ESSERE LA CARNE

Il cane è un carnivoro opportunista, il gatto è un carnivoro per eccellenza, va da sé che se vogliamo rispettare i bisogni etologici di specie, dobbiamo offrire loro alimenti prevalentemente a base di carne.


Quando leggiamo le etichette, dobbiamo ricordare che sia la parte relativa alla COMPOSIZIONE sia quella relativa ai COMPONENTI ANALITICI, si rifanno nella loro strutturazione a parametri normativi ben precisi, come, per esempio, quella che prevede che all'interno della composizione gli ingredienti vengano indicati in ordine decrescente, in base alla loro quantità, espresse in percentuale, prendendo in considerazione ogni singolo ingrediente così com'è, prima che venga inserito nella ricetta ed amalgamato con tutti gli altri ingredienti


 etichetta pet-food ideale


Il fatto che il primo ingrediente sia il principale ci dà già un parametro di valutazione importantissimo perché essendo il nostro obbiettivo trovare un prodotto che soddisfi i bisogni di specie dei nostri animali, significa che per cani e gatti il primo ingrediente deve essere la carne. In questo esempio non solo vediamo che si tratta di carne, ma anche di cosa nello specifico è utilizzato. Etichette così sono da prendere come esempio per un ottimo prodotto.



2: CARNE SI, MA DEVE ESSERE VERA!

Quando leggiamo la parte relativa alla composizione, dobbiamo fare attenzione quindi alle parole come "PROTEINA DI XY" o "FARINA DI XY"


Quando leggiamo la parola "proteine di.." dobbiamo essere consapevoli che ad essere utilizzato è qualcosa di molto diverso da ciò che noi intendiamo per carne immaginandoci quindi un bel pezzo di filetto o di muscolo per esempio. La proteina infatti è sempre il frutto di uno specifico processo di lavorazione chimicaCapiamo bene che proteine di questo tipo hanno un valore nutrizionale bassissimo rispetto a un bel pezzo di carne essiccata inserita come ingrediente.


Quando leggiamo la parola "farina di.." secondo quello che sono i parametri di leggetutto ciò che è scarto per l’alimentazione umana, in entrata o uscita, può essere trasformato in farinaQuesto significa che nelle farine troviamo la carne scaduta dei supermercati, quella che nei supermercati non ci è potuta nemmeno entrare perché non rispettava i parametri microbiologici (per esempio ha subito contaminazioni batteriche durante il trasporto, o l'animale era malatoinoltre troviamo tutto ciò che dell'animale resta, scarti come zoccoliossabecchipiume. Pur sorvolando sul discorso qualità, in definitiva, di carne vera e propria all'interno di queste farine ce n'è davvero pochissima..

Ricerche fatte all'interno di un progetto ministeriale hanno proprio stimato che di carne effettiva all'interno delle farine ce ne in media non più del 6/7%.

etichetta pet-food da evitare

Per rendere il concetto più chiaro, facciamo l'esempio con l'etichetta riportata: leggendo "farina di pesce 21%" sappiamo che in un pacco da 10 kg di crocchette solo 126 grammi di quei 10 kg sono rispettivamente di carne di pesce tutto il resto è scarto. È vero che in natura un cane si mangerebbe tutto di una preda, zoccoli - becchi - piume comprese, però è altrettanto vero che questi scarti costituirebbero la minor parte della composizione della preda stessa (e non le mangerebbe ogni giorno, come pasto principale)


Ricordiamo che le carni sono tra gli alimenti a cui viene riconosciuto un valore biologico alto e questo è motivo in più per essere certi che nel cibo che diamo i nostri animali non solo sia contenuta prevalentemente carne ma che si tratti rispettivamente di carne e non di proteine chimiche.


3.FACCIAMO ATTENZIONE ALLE FAMIGLIE DI INGREDIENTI, specialmente se CEREALI

Prendendo in considerazione sempre la stessa etichetta, notiamo come 2° ingrediente “granoturco” (senza %),  seguito, come 3° ingrediente, dal “sorgo bianco (una pianta annuale una pianta annuale appartenente alla famiglia delle graminacee, quindi cereale - anch’esso senza %) seguito da “cruschella di riso (senza%) e ancora da  “glutine di granturco” (senza  % anch’esso)… Siamo sicuri di essere davanti ad un prodotto pet-food per cani e non per canarini?! Essendo che di questi ultimi ingredienti non ci sono le percentuali indicate, ci fa pensare che questo è un classico esempio di famiglia di ingredienti, ossia un medesimo ingrediente, riportato in etichetta più volte, con alcuni ESCAMOTAGE come appunto inserirlo con diversi termini, magari di suoi derivati.. ma gli ingredienti, o meglio, le proprietà nutritive di quell'ingrediente, se pur sotto forme diverse, sono le stesse… a livello di nutrienti non c'è differenza tra granturco, sorgo bianco e glutine di granturco (sempre cereali sono). Le aziende fanno questo al fine di spezzare in più voci uno stesso ingrediente, cercando così di mascherarne in qualche modo l'eccessiva quantità, e questo sarebbe ancora più evidente se in questa etichetta fossero state appunto riportate le percentuali.


composizione ideale pet-food


situazione composizione maggiori pet-food

Capiamo bene che con una % di carne vera così bassa, il primo ingrediente diventa il cereale e si ribalta la composizione diventando così un alimento NON appropriato alla specie.


Come già espresso in un precedente articolo, con l'avvento dell'industrializzazione e di conseguenza dei prodotti commerciali pet-food, c'è stato un drastico cambiamento nelle abitudini alimentari dei nostri animali domestici; fino ad all'ora, si nutrivano o in natura o con l'alimentazione domestica (che come ben sappiamo prevedeva maggiormente gli avanzi della tavola), mentre ora sono costretti a mangiare crocchette sovraccariche di cereali/leguminose.


Questi cambiamenti comportano gravi ripercussioni sulla salute in generale dell'individuo.


Come Posso Aiutarti

Se sei preoccupato per l'alimentazione del tuo cane o sei interessato a esplorare alternative più salutari, sono qui per aiutarti. Offro consulenze alimentari gratuite per aiutarti a comprendere meglio le esigenze nutrizionali del tuo cane e per guidarti verso scelte alimentari che possono migliorare significativamente la sua qualità di vita.


Invito tutti i lettori a riflettere sulle proprie scelte alimentari per i loro cani e a contattarmi per una consulenza alimentare. Insieme, possiamo lavorare per garantire che il nostro impegno nei confronti dei nostri amici a quattro zampe sia non solo pratico, ma anche profondamente attento alla loro salute e benessere. Non aspettare, prendi l'iniziativa oggi stesso per un futuro più sano e felice per il tuo cane!


Scrivimi una mail a dogswildsister@gmail.com oppure compila questo modulo.


La sua salute,

la tua felicità


Giada Piumatti

Educatore Cinofilo Etologico Olistico

Consulente della Relazione Animale ed Alimentare del Cane & del Gatto

Naturopata Animale in formazione

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